Una contraffazione è fatta per passare come autentica. Una dupe si vende come alternativa. Entrambe possono violare i diritti, e spesso condividono una catena di fornitura. Bridge le tratta come un solo problema di indagine, non come due filtri di dashboard.
Le contraffazioni usano il nome, il logo o altri segni distintivi di un marchio senza permesso. Le dupe di solito non si dichiarano autentiche, ma sfruttano comunque l’aspetto, la sensazione o la formula. I tribunali guardano la confusione del consumatore, non un hashtag.
Rileviamo prodotto non autorizzato e imitazioni su marketplace, social e siti, poi agiamo contro i venditori ad alto volume e indaghiamo sulle fabbriche e sui grossisti che stanno dietro. Le inserzioni sono prove. Il bersaglio è la filiera.
Un crawler può segnalare un logo. Non può dirvi chi ha imballato il cartone, quale grossista si rifornisce dopo un raid, o se la dupe copre una violazione del marchio. Quel lavoro sono le indagini, ed è per questo che i programmi solo software si fermano all’inserzione.